Il Carnevale di Venezia – SuperSISA
Sorrisi > PRONTI SI PARTE Febbraio 2019

Il Carnevale di Venezia

Sorrisi > PRONTI SI PARTE

Oltre che per la bellezza dei suoi vicoli e per i suggestivi scorci panoramici, Venezia è famosa in tutto il mondo per la grandezza degli eventi organizzati in occasione del Carnevale. Pronti a lasciarvi contagiare dal divertimento?

Prendere parte ai festeggiamenti per il Carnevale tra le calli della Serenissima vuol dire perdersi nei meandri di una tradizione secolare, tra manifestazioni che traggono le loro origini da gesta antiche, usanze lontane e maschere dal fascino senza tempo.

LA FESTA DELLE MARIE

Famosa, ad esempio, la rievocazione del rapimento e del salvataggio – avvenuti circa mille anni fa - delle 12 fanciulle più povere e belle di Venezia, alle quali le famiglie ricche offrivano una lauta dote. Oggi, in occasione del Carnevale, 12 giovani Marie sfilano in Piazza San Marco, tra musiche e sbandieratori: la manifestazione termina poi con l’elezione della Maria più bella.

IL VOLO DELL’ANGELO

Anticamente, un funambolo attraversava la Piazza centrale cittadina in bilico su una corda, fino a raggiungere il Doge per rendergli omaggio. L’evento che apre ufficialmente i festeggiamenti, vede oggi come protagonista Colombina, la giovane Maria vincitrice dell’edizione precedente, che sorvola una folla incantata.

MAESTRI DEL TRAVESTIMENTO

Protagoniste indiscusse del Carnevale veneziano sono le maschere, tra le più pittoresche e ricche di fascino al mondo. Le più famose? Senza dubbio la Moretta, o “servetta muta”, caratterizzata dall’inconfondibile maschera nera in velluto, sostenuta sul viso attraverso un bottone tenuto tra i denti. La Gnaga, invece, è il travestimento tipico per gli uomini, che interpretano una “donnina sciocca”, una popolana che parla emettendo suoni striduli.

La Bauta

Questo travestimento tipicamente veneziano fu concepito con il solo scopo di garantire il totale anonimato durante i festeggiamenti. Uomini e donne, senza distinzione, potevano nascondersi nel lungo tabarro nero, protetti da un tricorno e celati da una maschera, la cui forma particolare consentiva anche alla voce di essere perfettamente camuffata.